Durante le partite casalinghe, in alcuni momenti, si fa quasi fatica a distinguere se siano veri e propri tifosi, oppure siano a tutti gli effetti parte dello staff: saltano ed incitano, seduti al fianco della panchina, fino a quasi a perdere la voce. Stiamo parlando di Giacomo Calbi e Fabio Crocini, rispettivamente Assistente Fisioterapista ed Assistente Preparatore Atletico della squadra allenata da Sandro Dell’Agnello. Un ruolo di supporto a Lorenzo Cordara e Luca Borra per la Serie A, mentre per quello che riguarda tutta l’attività del settore giovanile, sono i diretti responsabili.
Hanno tante cose in comune: il titolo di Laurea conseguito all’AlmaMater (Giacomo in “Fisioterapia”, Fabio la magistrale in “Scienze Motorie”), il fatto di essere al secondo anno nel mondo della Pallacanestro 2.015, e una passione sfrenata per il basket, requisito che non può mancare a nessuno, nella famiglia biancorossa.
Come detto in apertura, durante la settimana di allenamenti e lavoro, sono un supporto importante per Luca Borra (preparatore atletico) e Lorenzo Cordara (fisioterapista) e con entrambi il rapporto è solido e proficuo: “Con Lorenzo c’è un legame di stima e collaborazione professionale che giorno dopo giorno cresce sempre di più, anche dal punto di vista umano” dice Giacomo, mentre Fabio sottolinea che “il rapporto con Luca è fantastico, è lui che mi ha voluto come “braccio destro” per la prima squadra e, per quanto l’ultima parola rispetto ai programmi di lavoro sia la sua, mi coinvolge sempre e questo mi fa veramente piacere”.
E se è vero che per la prima squadra ricoprono l’incarico di “assistenti”, tutto cambia quando si parla di settore giovanile: il loro ruolo è diventato centrale in questa stagione con l’arrivo di Lorenzo Gandolfi in qualità di “Responsabile Tecnico dell’Attività giovanile”: “Viviamo quotidianamente una crescita collettiva importante, a partire dagli spazi a nostra disposizione, fino ad arrivare all’organizzazione di orari e metodologia; il nostro ruolo è cambiato ed i nostri compiti aumentati, è l’emblema di una Società che pone delle basi solide anche per l’attività giovanile”, dice Giacomo. Fabio sottolinea poi un cambiamento di approccio non banale, anche da parte dei ragazzi che segue quotidianamente: “Da quest’anno la preparazione fisica è al centro del progetto tecnico: è un aspetto che mi responsabilizza, ma che mi fa anche molto piacere”.
Si sdoppiano, quindi, tra i “grandi” e i “piccoli”. Ma che differenze ci sono???: “In Serie A lavoriamo con giocatori che hanno consapevolezza del proprio corpo e sanno come gestire le avversità. Con loro bisogna essere bravi ad ispirare fiducia fin da subito”. Con i giovani, invece, è diverso: “Si fidano ciecamente e quindi il nostro compito è quello di accompagnarli in tutto. Per loro siamo un po’ come “fratelli maggiori”, e siamo partecipi in tutto e per tutto delle loro preoccupazioni e delle loro gioie.”.
Fabio è arrivato alla serie A dalla “porta di servizio”: “Da bambino sognavo di giocarci, poi mi sono reso conto di non essere all’altezza, ho portato avanti gli studi e direi che comunque ce l’ho fatta! Dire che sono “orgoglioso” di quello che faccio sarebbe riduttivo rispetto a ciò che vivo ogni domenica”. E Giacomo non è da meno: “Come i giocatori che scendono in campo, siamo consapevoli dell’amore che la città di Forlì ha per questa maglia. Siamo anche noi tifosi, e sappiamo cosa vuol dire!”
Vivono “da dentro” la Pallacanestro 2.015. Vivono i giovani, vivono “i grandi”. Vivono lo spogliatoio, e a modo loro, il tifo che arriva dagli spalti. Giacomo e Fabio, assistenti e responsabili, con ruoli diversi ma con una passione e una missione comune: crescere, costantemente, con i questi colori addosso.