A Forlì lo conoscono in tanti, per svariati motivi. Lui, che da diversi anni fa parte della famiglia biancorossa, incarna perfettamente il “forlivese tipo”: sorriso stampato sulle labbra, disponibilità estrema in ogni momento, e la battuta sempre pronta. Stiamo parlando di Andrea Bertini, l’Assistente General Manager della Pallacanestro 2.015.
“Definire il mio ruolo non è semplicissimo: diciamo che faccio da collante tra gli aspetti burocratici della Società e la parte sportiva.” dice Andrea “Mi occupo di gestire i giocatori e lo staff, e fare in modo che, sia fuori che dentro il campo, siano sempre a loro agio e non abbiano altri pensieri se non il basket. Appena arrivano in città li aiuto a scegliere la casa e mi occupo di verificare che tutti i documenti siano in regola. Dal punto di vista sportivo, mi preoccupo invece dell’organizzazione delle palestre e della gestione delle trasferte con la prenotazione degli hotel, del pullman e tutto ciò che serve quando si gioca fuori casa. Ma poi, c’è anche tanto altro”.
In tutto ciò, è inevitabile che anche con i giocatori nasca un rapporto quasi familiare: “Beh, sono lo zio acquisito di Aaron Watson! Prima che nascesse, ho aiutato Maurice per tutte le pratiche burocratiche, e durante il parto ho fatto anche da “baby sitter” agli altri figli, trascorrendo con loro una giornata in ospedale… Insomma, mi sento uno di famiglia!”
Dopo diversi anni nel settore giovanile, lo scorso anno ha fatto il Team Manager, ruolo ora ricoperto da Giovanni Agricola: “Ho letto che mi ha definito il suo “mentore”. Mi fa sorridere, ma mi fa anche piacere che dica così… Da parte mia lo definirei il mio “allievo”: si dà tanto da fare, all’inizio dell’anno condividevamo ogni cosa, ora so che in alcune situazioni può muoversi anche autonomamente”.
Andrea condivide ogni cosa con il GM Renato Pasquali: “Renato mi ha insegnato tanto, ed ogni giorno so che posso imparare qualcosa di nuovo. Abbiamo un rapporto schietto e franco, ed è una cosa che apprezzo molto; col tempo il nostro legame è cresciuto veramente tanto, e sono orgoglioso di lavorare al suo fianco.”.
Adora viaggiare, giocare a paddle e andare in bici, ha un trascorso importante nelle minors locali dove in tanti ricordano le sue prodezze, ed ovviamente ama la cucina romagnola: “Niente al mondo è come il cappelletto, questo scrivilo. Tra il basket e il cappelletto chi vince? Domanda scomoda, ma credo il primo…”
Lo dice sorridendo, come sempre fa durante la giornata. Mentirà? Nessuno può saperlo, se non lui. Di certo l’amore per il basket e la dedizione per la Pallacanestro 2.015 non sono seconde a niente e nessuno.