E venne il derby. Il vero derby. Quello con Rimini. Da vivere, finalmente, declinato al presente. Dopo tanti, troppi, probabilmente ineludibili richiami ad un ventennio fa. Storia magnifica ma storia, per l’appunto. La realtà odierna è quella di una Forlì che fa quadrato attorno alla sua squadra e che si prepara a portare le sue centinaia di adepti sui gradoni carichi di ricordi del Flaminio (qui tutte le info, ci sarà anche una biglietteria dedicata agli ospiti). La piazza di Rimini, emotivamente ammosciatasi nelle recenti stagioni, si ritrova benevolmente defibrillata dalla carica dei cugini e della loro operazione #inmillearimini, pirotecnicamente esplosa a Forlì tra torciate in Piazzale della Vittoria e striscioni in ogni dove. Sotto l’Arco d’Augusto serrano e le fila ed è una chiamata alle armi per arginare l’onda forlivese.
Sì, ma il campo? L’Unieuro, in linea teorica favorita da pronostico e classifica, ci arriva a pezzi. Nei 4 giorni antecedenti la partitissima del Flaminio, Bonacini, Pignatti, Pederzini e – last minute – Arrigoni hanno in sequenza fatto i conti conti col terribile virus intestinale che impervesa sotto San Mercuriale. Un virus che si palesa in modo tutto sommato breve ma intenso: un giorno e mezzo tra rigurgiti di vario tipo ed un’escursione a quota 38 di febbre. Poi si riparte. Teoricamente. Peripezie digerenti a parte, i “9 titolari” di Garelli saranno comunque tutti a disposizione: in quali condizioni lo dirà il campo.
Dall’altra parte i Crabs. Senza lo slancio di 8 vittorie consecutive come quelle della Pallacanestro 2.015 ma anche senza il complicato avvicinamento alla partita forlivese, aggrappandosi alle zonacce bulgare di Mladenov e ad un Flaminio finalmente arroventato (difficilmente si starà sotto le 2.500 presenze), i riminesi cercano il successo di platino. Che non solo lavi l’onta della brutta sconfitta di Oleggio, ma che eventualmente imprima una svolta ad una stagione fin qui in chiaroscuro e con un paio di stop di troppo, a fronte di un roster partito comunque per conquistare i playoff.
Nei piccoli Panzini e Romano sono due esterni che sanno come si vince in categoria, il fisicatissimo Perez può sulla singola partita può incidere eccome, l’italo-argentino Chiera è stato finora tra i più positivi e spesso in doppia cifra; Meluzzi e Balic dalla panchina sono i giovanissimi addetti ai cambi di ritmo. Sottocanestro, a fianco del sin qui incostante Crotta, zingarate sull’arco consentite, anzi raccomandate, per due veterani ex-forlivesi, Tassinari e Foiera.
Botteghini aperti domenica dalle 16:30, accesso al Flaminio dalle 17:00, palla due alle 18:00; fischia una coppia friulana, composta da Spessot di Gradisca d’Isonzo (GO) e Almerigogna di Trieste.