“E ora…Tutti in piedi! (piccola pausa) Entra la Pallacanestro 2.015”. È la frase che dà inizio ufficialmente al riscaldamento dei nostri ragazzi e che introduce a tutti gli effetti la partita. A pronunciarla, con la sua voce inconfondibile, chiara e profonda è “The Voice”, Francesco Bombardi.
“Amo il ruolo che svolgo durante le partite e mi diverto veramente tantissimo. Il divertimento è tutto, perché mi permette di caricare la gente e coinvolgerla, aspetto che poi in un certo senso si riflette anche sulla squadra, che sente il calore del pubblico” – dice Francesco – “Se poi pensassi che l’andamento di una partita o le prestazioni in campo sono in un certo senso legate a me, direi una grandissima cavolata. Il mio compito è quello di “informare” di ciò che succede sul campo segnalando canestri, falli e azioni da gioco, ma al tempo stesso devo “intrattenere”, ma sempre con moderazione”.
Francesco svolge questo ruolo dagli anni ’80: “Tutto è cominciato quasi per caso: ai tempi collaboravo con TeleRomagna, e mi venne proposto di sostituire lo speaker per una partita. Accettai, e da quel momento siamo arrivati al giorno d’oggi, passando annate con campioni come Landsberger, il magico McAdoo, Michael Richardson e italiani indimenticabili come Niccolai e tanti altri”. In questi anni ha vissuto sulla sua pelle alti e bassi della storia cestistica della sua città e.. “Farlo in queste anni mi dà una grande libidine, vedo coinvolgimento e passione da parte dei tantissimi tifosi, che riempiono il Palafiera e che sostengono il progetto concreto di una Società sana”.
Nel corso della sua “carriera”, ha fatto lo speaker anche ad altri eventi, non solo di basket: “Ma mi sento uno “speaker di basket”. È stato un onore seguire alcuni eventi legati alla pallavolo, oppure alcuni incontri di boxe, ma mi sento un baskettaro e non è la stessa cosa…”.
Ma come fa a contenersi di fronte ad alcuni gesti tecnici che fanno sobbalzare tutti i presenti dell’Unieuro Arena? “Mi sento un esteta del basket, e quindi il gesto tecnico che più mi esalta è la stoppata, paradossalmente l’unica che non devo annunciare o segnalare! È meraviglioso vedere una tripla, una schiacciata o un canestro spettacolare, ma come la stoppata non c’è nulla…”
In tanti anni, ne sono successe veramente tante, ma un episodio non lo scorderà mai: “Eravamo ancora ai Romiti. Ad un certo punto i tifosi ospiti hanno cominciato ad insultarmi e fare cori contro di me, ma non capivo il motivo, ho fatto finta di niente e cercato di mantenere la concentrazione. Poi, mi sono accorto che a lanciare i cori era mio fratello che si stava divertendo come un pazzo…”.
Ha vissuto la storia e condivide il presente del basket forlivese, e la sua di fatto è una voce amica, di compagnia e che riconosceresti ovunque. Ma dietro la sua voce ci sono la passione, e l’amore per il basket di un tifoso che adora la pallacanestro ed il ruolo che svolge…















