In anteprima l’editoriale di Riccardo Girardi, che sarà pubblicato all’interno de “Il Programma Tascabile di Unieuro Forlì – Golfo Piombino”, in distribuzione gratuita domenica prossima al Palafiera.
La verità è che – ben al di là del 20-0 – la cosa migliore sarebbe stata giocarla. E, con buone probabilità, vincerla. Perché chi era a Piacenza (o si è sparato sul web il frammento di partita) avrà visto che l’Unieuro dei 12’ del PalaAngussola non aveva veramente nulla a che vedere con la pallida squadra scesa in campo nell’angosciante debutto al Palafiera di 15 giorni fa con Cecina. Aggressiva in difesa, concentrata sul pallone, pronta a correre in contropiede per punire i difettosi “rientri” piacentini: era una Pallacanestro 2.015 con tutta un’altra faccia e con carte molto ma molto in regola per andare fino in fondo e trovare – sul campo, soffrendo insieme tra canestri e palle recuperate – quell’iniezione di autostima di cui necessitava dopo la debacle del debutto interno.
Quell’autostima va trovata ora, contro un altro avversario toscano e tenace, davanti ai nostri tifosi. Con cui evidentemente siamo in debito. E coi quali deve – necessariamente – instaurarsi un feeling che vada a “compattare” l’ambiente. Il primo approccio è stato oggettivamente terrificante, ma al di là di questo passo falso iniziale è veramente necessario stare uniti e determinati, pronti a tutto pur di andarcene da questo campionato in cui i canestri si frantumano e i medici arrivano a partita iniziata facendo saltare le partite. E’ un quadro, non lo nascondiamo, che non ci piace, che stride col nostro impegno – quotidiano, faticoso, doveroso – di fare della Pallacanestro 2.015 una società moderna, organizzata, innovativa, con una ‘visione’ e una proiezione degna della piazza che ci onoriamo di rappresentare. E’ un contesto che stride con la qualità e la quantità di partners, da Unieuro in giù, che hanno deciso di sposare il nostro progetto e che meritano di vedersi collocati in un palcoscenico diverso e migliore.
Palcoscenico, quello della categoria superiore, che tuttavia non si conquista pavoneggiandosi, ma che va conquistato sul campo. E quel feeling, quell’intesa con gli appassionati forlivesi, quel faticoso lavoro che nel corso dell’anno deve far partire la gente da casa ogni domenica pomeriggio, facendo sì che la voglia di tifare Unieuro sia più forte del non sempre elevatissimo charme degli incontri in programma, può nascere solo se i ragazzi di Garelli vinceranno, tanto, e convinceranno, ancor di più. Facendo vedere l’esatto contrario di quanto visto con Cecina; trasmettendo cioè inequivocabili segnali di coesione, identità e voglia di vincere.
Ecco perché dobbiamo, tutti quanti, “entrare in ritmo”. Cominciare a vincere, a divertirci, a galoppare: dobbiamo correre lungo le sterminate praterie di questa Serie B, tentando con tutte le nostre forze di arrivare all’epilogo di Montecatini con l’energia che ancora servirà per raccogliere i frutti – meritati, ne siamo certi – di un lavoro maestoso, dentro e fuori dal campo.
Riccardo Girardi
comunicazione@pallacanestroforli2015.it














